Amatrice, le meraviglie perdute


Amatrice, le meraviglie perdute Da Il Giornale D'Italia di Emma Moriconi del 20-03-2017 - Cultura

Secoli di storia e di tradizioni spazzate via dal sisma
Oltre le tantissime Chiese, la Città era ricca di monumenti e Palazzi storici. Quasi tutti crollati


Nel solo piccolissimo centro della Città ve ne erano ben tredici. Tredici Chiese in un angolino di mondo tra le montagne. Corso Umberto è lungo solo un chilometro, intorno a lui si diramano le viette che lo circondano. Tredici Chiese in un posticino così piccolo, pensate...

Ma non ci sono solo le Chiese, in questo angolino di mondo tra i più belli d'Italia. Ogni pietra di questa Città aveva una storia, e ce l'ha ancora. Tutto sta a non disperderla tra le macerie.

Il Monumento a Cola Filotesio, appena fuori dalla zona rossa, è caduto, la testa bronzea si è staccata dal busto ma è recuperabile. Intatta la base in marmo. L'opera è dello scultore Turillo Sindoni, anno 1915.

La zona rossa è devastata. Era ricca di tesori, a cominciare da Palazzo Orsini,  epoca 1540, eretto da Alessandro Vitelli. Al suo interno c'era un camino in pietra con uno stemma centrale e l'architrave scolpita su una porta nel cortile del palazzo. Pezzi che vanno recuperati ad ogni costo. Se ne sta occupando il Mibact, operando una selezione delle macerie. Come pure vanno recuperati i pezzi, numerati dopo vecchi terremoti e con i numeri ancora visibili, delle Logge del Palazzo Comunale. E poi i tanti palazzi storici privati, dei quali forniamo una rapida carrellata, giusto per rendere l'idea di cosa fosse questa Città prima di quel maledetto 24 agosto.

Casa Muzii si trovava su Corso Umberto. Civico 1. Stile rinascimentale, portale in pietra, balconcino esagonale. Palazzo De Berardinis (già Leonardis-Novelli) era su Corso Umberto. Civico 14. Stile barocco, facciata leggermente convessa, due portali con sovrastanti balconi a balaustrata, ricco cornicione con motivi vegetali. Il palazzo ospitò Ferdinando II delle due Sicilie nel 1847. Casa Palaferri (già Lancellotti) era su Corso Umberto. Civico 25. Portale in pietra, lunetta inferriata con elementi araldici dello stemma che si trova nell'androne (colomba con ramoscello d'olivo, tre stelle nel capo dello scudo). Casa Damiani-Sanguigni, ancora su Corso Umberto. Civico 51. Palazzetto stile rinascimentale, facciata in pietra viva. Casa D'Angelo, su Corso Umberto. Civico 113. Parte di palazzetto medievale, facciata in pietra viva. Palazzetto Vitelli, su Corso Umberto. Civico 115. Parti dell'edificio risalenti al Quattrocento. All'interno camino monumentale in pietra con incisione di un vitello, lo stemma e la scritta "Illi soli servies". Casa Papi, sempre su Corso Umberto. Civico 141. Tardo rinascimento, ricco portale, balcone con ringhiera, finestre in pietra. Palazzo dei Conti Capponi-Paolini, Corso Umberto, Civico 157. Stile rinascimentale, angolo via della Marina che passa sotto una volta del palazzo stesso. All'interno antico camino in pietra. Casa Ferrante, Via Antonio Nibby civico 22. Casa quattrocentesca, portale in pietra scolpita, all'interno caminetto con su scritto "Orsini". Casa Sanguigni, Via Antonio Nibby civico 38. Portale in pietra con stemma nella chiave dell'arco, finestre rinascimentali, antico portone di noce con riquadri. Casa Santarelli (già Leopardi), Via Nicola Rosei, civico 22. Antico stemma degli Orsini sul portale. Casa Carosi (già Leopardi), Via Nicola Rosei, civico 26-28. Parti di palazzo rinascimentale, finestre in pietra. Casa Spinosi, Via P.S. Leopardi, civico 2. Angolo con via dei Tiratori. Balconcino esagonale con cariatide riproduzione del "purcin de la Minerva"

Altri edifici di interesse sono i seguenti: Via Conte Capponi n. 3, Palazzo Capponi, Via Garibaldi n. 2, Casa Carosi (portale in pietra, portoncino antico, piccola balconata in pietra viva), Via Garibaldi n. 14, portale in pietra, stemma, particolari originali del '700 sia interni che esterni, Via dei Tiratori n. 30, antica casa in pietra viva, cornicione in mattoni, quattro finestre ovali, Via Madonna della Porta, n. 34. Casa Baccari, avanzi di stemma gentilizio sulla porta, Via Madonna della Porta, n. 28. Casa Tilesi, balcone con porte finestre ad arco a tutto sesto in pietra scolpita, portale a sesto acuto, Via Madonna della Porta, n. 41, casa antica, Via Cola dell'Amatrice, n. 23: casa Gasparrini, casa antica, portale in pietra, facciata in pietra viva, balconcino, Via Roma, n. 7, palazzo Permanente (Palazzo di Giustizia), portale in pietra, bassorilievo con Sole e Bilancia della Giustizia. Stemma gentilizio. Via Roma, n. 32, palazzo Piccari, portale in pietra.

Le fontane di Amatrice meriterebbero un discorso a parte, e lo faremo. E poi c'è la bella e impavida Torre Civica, del XIII secolo. Nel 1684 venne demolita la Chiesa di Santa Lucia che era accanto alla Torre, che venne isolata e rinforzata alla base. È alta circa 25 metri, pianta rettangolare, il campanone antico, epoca 1494, fu sostituito nel 1985 da quello attuale, ora conservato a Cittaducale. L'antico era conservato nel Museo di Cola Filotesio, oggi anche lui è al deposito in attesa di tornare.

Naturalmente sul tema torneremo presto, perché di cose da dire ce ne sono davvero tante e non basta certo una pagina di quotidiano a raccontarle tutte.

Le informazioni qui riportate vengono dall'egregio lavoro di Andrea Massimi, storico del territorio, al quale va il nostro ringraziamento perché costituisce oggi una delle fonti più utili per conoscere a fondo questa Città e per tentare di riaverla come era.

emoriconi@ilgiornaleditalia.org



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