Test su rinforzi antisismici, Enea: muri due volte più resistenti


Test su rinforzi antisismici, Enea: muri due volte più resistenti Da Il Giornale di Rieti di - del 23-03-2017 - Scienza

Le prove condotte su due muri tipici di costruzioni di centri storici dell'Appenino centro-meridionale
    
Pareti rinforzate con sistemi strutturali innovativi hanno resistito a oltre 2 volte le accelerazioni del sisma dell'Aquila del 2009. È quanto emerge dai risultati di test alle tavole vibranti del Centro Ricerche Enea Casaccia, condotti su due muri tipici di costruzioni di centri storici dell'Appenino centro-meridionale.

Prima di essere sottoposte alle più violente scosse di terremoto che abbiano colpito il nostro Paese negli ultimi decenni, le due pareti, una in pietra e l'altra in tufo, erano state portate a danneggiamento in una serie di test lo scorso dicembre e successivamente rinforzate per misurarne l'aumento di capacità sismica.

«Rispetto ai precedenti test, la parete in pietrame, rinforzata con il nuovo sistema, ha raggiunto lo stato limite di danno, cioè il momento in cui si è formata la prima lesione, ad accelerazioni due volte e mezzo più forti» ha spiegato Gerardo De Canio, responsabile Laboratorio Innovazione Sostenibile dell'Enea. «Ma ancora meglio è andata la parete in tufo, che -ha indicato De Canio- ha raggiunto la stato limite di danno con accelerazioni ancora più alte, circa 3 volte e mezzo i valori registrati durante i test precedenti».

Durante l'esperimento, condotto dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi Roma Tre e dall'Enea, con il supporto di Kerakoll, le pareti sono state vincolate sulle tavole vibranti alla base ed in sommità, in modo tale da essere sollecitate anche da spinte fuori piano, cioè ortogonali alla parete - una delle condizioni di maggiore vulnerabilità per le murature - in un crescendo di accelerazioni che hanno ripercorso le intensità sismiche dei terremoti dell'Irpinia (1980), Nocera Umbra (1997), L'Aquila (2009), Emilia (2012) e Amatrice (2016).

«I recenti eventi sismici dell'Italia centrale hanno mostrato la drammatica vulnerabilità del costruito storico e la conseguente necessità di dare un contributo alla ricerca e al Paese nel trovare le tecnologie appropriate per il rinforzo sismico delle strutture e per mettere in atto interventi di prevenzione per la salvaguardia degli edifici e delle vite umane» ha commentato il professor Gianmarco De Felice del Dipartimento di Ingegneria dell'Università Roma Tre.

Catturati attraverso un sistema di motion capture in 3D, i dati ottenuti durante la sperimentazione sono stati condivisi, grazie alla piattaforma virtuale DySCo, unica in Italia, progettata e realizzata dall'Enea.

Altri parter, quali Massachusetts Institute of Technology (Mit), Università di Miami, Smithsonian Institute e National Gallery of Art di Washington, hanno potuto assistere ai test e condividerne i risultati in collegamento streaming.



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