Terremoto, «Ulisse» di Alberto Angela dimentica Amatrice, Pirozzi gli scrive:


Terremoto, «Ulisse» di Alberto Angela dimentica Amatrice, Pirozzi gli scrive: Da Il Messaggero di - del 09-05-2017 - Cultura

Se vieni abbiamo scarponi anche per te...

Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, ha scritto una lunga ed appassionata lettera ad Alberto Angela, figlio di Piero, contestandogli il fatto che nel suo reportage nella trasmissione «Ulisse - Il piacere della scoperta», incentrato sui tesori recuperati nelle chiese colpite dal terremoto, non ha fatto cenno alcuno a quelle di Amatrice, Accumoli ed Arquarta del Tronto. Ma ecco il testo della lettera:

Caro Alberto,

ho visto il tuo speciale dedicato alle meraviglie recuperate dalle chiese che hanno subito i terremoti degli ultimi mesi e con un misto di stupore e rabbia ho notato che non è stato fatto alcun passaggio su Amatrice, su Accumoli, su Arquata del Tronto. Ne sono rimasto sconcertato, visto l'immenso patrimonio artistico, storico, culturale, sociale, tradizionale che abbiamo in gran parte perduto. Non è semplicemente una questione di tutela, cura, amore dei nostri beni. Si tratta dei simboli di una comunità ferita. Sono le bandiere che non sono state ammainate nonostante i quattro sismi che ci hanno portato via le nostre sorelle, i nostri fratelli, i nostri genitori. I nostri figli. Ma non il nostro spirito, forgiato come acciaio dalle asperità delle nostre montagne.

Forse non sai che il nostro territorio - Amatrice è una cittadina di poco più di 2000 abitanti, 69 frazioni, esteso 174 chilometri quarati - possedeva oltre cento chiese, la maggior parte delle quali di epoca medievale e rinascimentale, ricche di affreschi e opere d'arte.

Forse non sai che la Città dell'Amatrice ottenne il diritto di battere moneta, ai tempi delle guerre tra Angioini e Aragonesi. Forse non sai che questa terra ha partorito personaggi del calibro di Cola Filotesio, il nostro "Cola dell'Amatrice". Vittorio Sgarbi si è immediatamente occupato di questi temi, definendo Amatrice, insieme ad Arquata e Accumoli, "centri essenziali per l'arte italiana. Per il Medioevo e il Rinascimento". Sottolineando che "non dovranno restare rovine abbandonate".

Forse non sai della bella Chiesa di Santa Maria della Misericordia o di San Francesco ad Accumoli, dove pare che addirittura il Patrono d'Italia si sia recato intorno al 1215, e dove si recò anche San Bernardino da Siena, nel corso del suo pellegrinaggio nella Valle del Tronto.

Forse non conosci le meravigliose chiese della Santissima Annunziata di Arquata, col suo portale di arenaria e gli altari: il suo Crocifisso ligneo del XIII secolo è considerato il più antico delle Marche; e la sua chiesa di San Francesco conserva una copia della Sindone e tanti tesori inestimabili appartenenti ai secoli XVI e XVII.

Ma tante, tantissime sono le meraviglie spesso sconosciute di questo nostro territorio, e forse non sai quanto coraggio ha dimostrato la gente di questa terra, difendendo (spesso da sola) i suoi tesori dai danni del tempo e pure degli uomini.

Forse non sai del lavoro svolto dal Nucleo tutela dei carabinieri dalle nostre parti, del personale del ministero per i beni culturali, dei vigili del fuoco, dei carabinieri della nostra Forestale e delle persone incaricate dal sindaco di vigilare sulle operazioni di recupero e di tutela di tutti questi tesori.

Forse non sai di quanta gente si è sporcata le mani, con fatica, con gli scarponi ai piedi, per Amatrice. Per salvare i beni contenuti dentro le nostre chiese.

Ecco, è stato commovente e appassionante il tuo speciale, ci siamo commossi tutti nel corso del tuo servizio, perché in quelle immagini e nelle tue parole, abbiamo ritrovato anche la nostra storia. Ma avremmo voluto vedere anche gli affreschi del nostro Santuario dell'Icona Passatora, o quelli della nostra Patrona, Santa Maria di Filetta. Avremmo avuto piacere di vedere le immagini della nostra chiesa di Sant'Agostino, della nostra basilica di San Francesco, della nostra chiesa del Purgatorio che, nonostante le tante scosse e la devastazione che ci circonda, ancora conserva un Fedri originale del 1777.

Però crediamo che tu sia ancora in tempo. Tra le nostre montagne, sotto il nostro cielo, ti accompagneremmo volentieri. E chiesa dopo chiesa, ti mostreremmo quanti tesori possiede la nostra terra, conservati oggi al deposito di Cittaducale.

Caro Alberto, aspettiamo di riceverti, presto, con le tue telecamere e la tua troupe di Ulisse. Perché i nostri tesori probabilmente non li conosce nessuno, e vuoi mettere... "il piacere della scoperta"?

 Con l'auspicio di vederti presto ad Amatrice ti saluto, Alberto.

Ho un paio di scarponi pronti anche per te.



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