Pirozzi presenta il suo libro «ma non annuncio la candidatura»


Pirozzi presenta il suo libro «ma non annuncio la candidatura» Da Il Giornale di Rieti di - del 25-10-2017 - Cultura

Il Sindaco di Amatrice presenta la biografia «La scossa dello scarpone». In sala Zingaretti, Salvini, Meloni, Storace e Alemanno

«Il libro è bello, comprate il mio libro. Mi pensate uno sprovveduto, tanto sprovveduto da annunciare una mia candidatura mentre presento il mio libro? Non ci penso per niente».

Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, durante la presentazione del suo libro "La scossa dello scarpone", risponde così al giornalista che conduce la manifestazione e che gli domanda se abbia deciso di candidarsi o meno alla presidenza della regione Lazio.

La presentazione del volume si è svolta a Roma davanti, fra gli altri, a Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Gianni Alemanno, Francesco Storace, gran parte del centrodestra fatta eccezione per Forza Italia. In platea era presente anche il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, e Fabrizio Curcio.

Il sindaco di Amatrice ha più volte ripetuto, dietro nuove sollecitazioni, di non voler dare indicazioni su una sua partecipazione alle prossime elezioni regionali. Detto questo, però, il suo intervento finale è sembrato a molti quasi un manifesto politico in vista di una candidatura. «Io voglio continuare a fare l'allenatore delle squadre - ha spiegato Pirozzi riandando alle sue esperienze nel mondo del calcio - e le squadre possono essere tante. Per vincere - ha aggiunto - c'è bisogno di un linguaggio comune e di una grande squadra, si vince dove l'uno lavora per l'altro».

La politica, sono state ancora le parole del primo cittadino di Amatrice, «ha fatto tante cose belle ma oggi ha perso il contatto con la realtà». La comunità, ha proseguito, «deve essere coinvolta su temi importanti e non deve invece assistere al tutti contro tutti. Per esempio sul ridisegnare i confini del nostro territorio, dai quali ormai entrano tutti, non è una battaglia né di sinistra né di destra».

Pirozzi, tra gli applausi della platea, ha definito «anacronistico parlare di ius soli, come è anacronistico parlare ancora di apologia del fascismo. Una cosa questa - ha detto davanti ad una platea in piedi per un'ovazione - che fa ridere i polli. Allora bisognerebbe fare anche l'apologia del comunismo, Stalin non ha fatto tante belle cose». Il sindaco non ha dubbi, «dobbiamo riappropiarci delle scelte sul futuro, dobbiamo inventare una nuova idea di Paese ed è questo quello che la politica deve fare. E non certo agire l'uno contro l'altro perché è una cosa che i cittadini non sopportano più».

Al giornalista che gli ha chiesto se, pur in assenza di una dichiarazione relativa alla sua candidatura, questo non fosse poi altro che un manifesto elettorale Pirozzi ha risposto: «Se questo è quello che serve alla gente, allora questo è il mio manifesto politico».



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