Ricostruzione, il sindaco di Amatrice Palombini fa il punto della situazione dopo i vertici con Conte, Crimi e tutti i sindaci del cratere sismico


Ricostruzione, il sindaco di Amatrice Palombini fa il punto della situazione dopo i vertici con Conte, Crimi e tutti i sindaci del cratere sismico Da Il Messaggero di Fabio Calcioli del 21-01-2019 - Attualità

RIETI - Il sindaco di Amatrice Filippo Palombini, dopo una settimana di incontri istituzionali e riunioni operative, fa il punto della situazione sulla sua pagina facebook.

«Il 17 gennaio scorso è stata una giornata particolare - scrive Palombini - un filotto di eventi, simbolicamente simile al realizzarsi una congiunzione astrale che, tuttavia, occorre leggere con binocoli adeguati. La mattina, alla presidenza del Consiglio, c'era il presidente Conte con il sottosegretario Crimi e i presidenti delle quattro regioni terremotate per parlare di regole e governance del terremoto; nel pomeriggio, nella sede della Protezione civile c'era il capo dipartimento con i rappresentanti di Regioni, sindaci e il sottosegretario Crimi per parlare di regole sul Cas e Sae e, nello stesso momento, a Camerino, si sono riuniti 50 sindaci del cratere per discutere una linea comune.

TAVOLI SERI
Non era la luce, ma erano finalmente tavoli seri su cui si cercavano soluzioni per un dramma che sembra non avere fine. Abbiamo fatto bene a rialzare la voce in quest'ultimo periodo, a creare i presupposti per riaccendere la luce dei riflettori, a cercare le forme idonee per ridiscutere le norme, per chiedere di essere finalmente ascoltati. Tardi? Forse si. Ma ora è il momento più importante e forse il più opportuno. Solo ora infatti, dopo mesi, sembra ci sia un interlocutore, un Governo che cerchi la strada per affrontare il problema. Non si sa bene come, forse con il decreto Catania, o con una legge delega, o una legge quadro, addirittura ci sono non uno ma due commissari. Confusione? Si. E' per questo che dobbiamo essere presenti, ora, nel momento in cui si accende la macchina delle regole, delle norme giuridiche, delle auspicate proposizioni umane e sociali.

L’accensione della macchina delle regole non potrà che partire da una governance nuova, che non escluda i territori e le autorità locali, i soli che, per esperienza vissuta in questi due anni e mezzo, possono rappresentare le effettive necessità delle comunità. Per questo ci siamo riuniti noi Sindaci, rispondendo ad un appello lanciato dal sindaco di Camerino per una manifestazione comune a Roma per protestare contro l'immobilismo sulla ricostruzione. E abbiamo raggiunto una importante sintesi condivisa, un percorso comune che vede un impegno nostro, insieme, in prima linea per i territori.

IL COMITATO DEI SINDACI
Amatrice e altri sindaci hanno proposto un percorso forte, condiviso, e si sono avviate le procedure per costituire un comitato dei sindaci del cratere, è stato proposto un documento unico di richiesta di norme, procedure e leggi indispensabili per dare accelerazione alla ricostruzione e dare un futuro ai nostri territori, documento che stiamo valutando e emendando tutti insieme. Si è deciso di presentare le nostre richieste al Governo, al fine di avere un impegno chiaro e inequivocabile e certo nelle tempistiche. Il comitato dei Sindaci non è e non vuole essere un organismo indipendente fuori dalle istituzioni, ma deve e vuole lavorare con le istituzioni. Con il Commissario, con le Regioni e anche con l'Anci, ma i sindaci vogliono che gli sia riconosciuta la loro rappresentanza diretta nei tavoli decisionali.

Daremo al Governo un tempo definito per avere le nostre risposte. Se le avremo bene, altrimenti scenderemo a Roma tutti insieme. La manifestazione a Roma non so se è la soluzione, ma è e deve rappresentare un atto di forza inevitabile se le nostre comunità non troveranno, nelle azioni del Governo, sufficienti garanzie per salvaguardare il loro futuro. Chiudo con due importanti considerazioni. Giovedì, a Camerino, c'erano sindaci che rappresentavano probabilmente tutto lo scenario politico dell'arco costituzionale, eppure non c'erano bandiere, simboli o ideologie,

«POLITICA DEL TERRITORIO, NON DI BANDIERA»
Politica di territorio e non di bandiera, quello che in materia di terremoto deve essere. Poi, un comitato di Sindaci non è fatto di persone autoproclamate, è fatto di rappresentati istituzionali. Il comitato oggi c’è, ci sarà domani e i prossimi anni. Composto di persone che avranno la responsabilità di rappresentare i territori secondo le leggi costituzionali che regolamentano la partecipazione delle persone alla scelta dei loro rappresentanti. Questo credo che sia un vero esempio di democrazia partecipata. Forse ora per noi più importante che mai».



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