Amatrice, ok alla norma per il sisma del 2016: deroghe per i borghi rasi al suolo


Amatrice, ok alla norma per il sisma del 2016: deroghe per i borghi rasi al suolo Da Corriere della Sera di Virginia Piccolillo del 04-05-2020 - SISMA

Piena intesa dei governatori per le 4 ordinanze di semplificazione che sbloccano la ricostruzione con pratiche celeri, passaggi certi e autocertificazione della conformità agli edifici preesistenti . Appello del commissario Legnini: «Ora cambio di passo».

Basta alle attese estenuanti, quesiti inevasi e pratiche bizantine. Le quattro ordinanze di semplificazione sulla ricostruzione post sisma, predisposte dal commissario Giovanni Legnini, a due mesi dal suo insediamento, hanno avuto ieri la piena approvazione dei presidenti delle 4 regioni coinvolte. Individuata anche la lista dei borghi rasi al suolo, come Amatrice, dal sisma che hanno bisogno di piani di ricostruzione straordinari per poter tornare ad essere com’erano.

La lista
Sulla impossibilità di alcuni centri storici rasi al suolo dal sisma, come Amatrice, di poter essere ricostruiti com’erano si è discusso molto in questi tre anni e mezzo di stallo. Alcune norme successive alla loro costruzione impedivano di rifare quei borghi senza snaturarli. E così, avviluppati nell’intrico burocratico, rischiavano di essere lasciati indietro proprio i comuni e le frazioni che più avevano subito gli effetti del sisma. Deroghe circostanziate erano state previste nella legge 156, ma nessuno aveva individuato la lista di chi poteva beneficiarne. Legnini l’ha stilata. Contiene 44 borghi, e fra questi, oltre ad Amatrice, c’è Accumoli, Pescara sul Tronto, Visso, Camerino e Castel Sant’Angelo sul Nera. Altri se ne potranno aggiungere.

Legnini: «Effetti concreti nei prossimi mesi»
«Sono provvedimenti molto rilevanti che potranno segnare il cambio di passo tanto atteso nella ricostruzione, con effetti concreti che si produrranno nei prossimi mesi» ha assicurato Legnini, facendo appello alle responsabilità di tutti. E assicurando ai Governatori e ai sindaci una soluzione accelerata anche al problema delle macerie, con il pagamento dei corrispettivi alle aziende che provvedono allo smaltimento, e stabile per il futuro. «È un’attività - ha evidenziato - che non può assolutamente essere interrotta».

Pratiche fast
Mai più un anno per avere una risposta. Le prima delle ordinanze in vigore da sabato 2 maggio, prevede una procedura «molto semplificata per l’ottenimento dei contributi, attraverso la certificazione dei progetti da parte dei professionisti che assumono così un ruolo centrale nella filiera della ricostruzione>. Si applicherà a tutti i progetti entro un certo limite di importo e «garantirà tempi certi di definizione delle pratiche, stabilendo con precisione i compiti dei professionisti, dei Comuni, degli Uffici speciali, della Conferenze regionali». «L’attività degli Uffici speciali, finora assorbita dalle istruttorie, sarà concentrata sui controlli sia preventivi, che riguarderanno il 20% delle domande presentate, che successivi alla concessione del contributo». La seconda destina 30 milioni alle imprese del cratere per finanziare, rimborsando il 100% delle spese per un massimo di 10 mila euro, gli interventi anticontagio Covid. Approvata anche l’ordinanza con la quale si autorizzano gli Uffici speciali a raggiungere l’intesa per delegare ai 17 Comuni che ne hanno fatto richiesta, 12 in Abruzzo e 5 in Umbria, le istruttorie per l’esame delle domande di contributo.

«Siamo alla svolta»

«Finalmente si parte», esulta il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella. «Siamo contenti che gli sforzi fatti in questi anni da Comuni, Anci e Regioni per arrivare a uno snellimento delle procedure di ricostruzione, abbiano finalmente trovato un interlocutore sensibile e preparato che con sole due cabine di regia ha già avviato la svolta», aggiunge, alludendo a Legnini. E spiega: «Le ordinanze velocizzano tutti i passaggi. Ma la cosa per noi più importante è la individuazione dei programmi speciali di ricostruzione con la quale potremo risolvere tante difficoltà burocratiche per far sì che Amatrice è gli altri centri storici potranno finalmente rinascere».



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