LE FAVOLE DI CASTEL TRIONE.
Nelle lunghe serate invernali, si andava a casa di amici a fare le siture.
Gli uomini giocavano a carte, le donne facevano la calzetta davanti al fuoco, i nonni raccontavano
le favole ai più piccoli; i personaggi erano sempre gli stessi il lupo e la volpe.
LA VOLPE ALLA VICENNA PEDASCA.
C'era una volta una volpe tanto affamata, erano quattro giorni che non mangiava.
Pensa e ripensa si ricordò che di lì a qualche giorno sarebbe passato l'ogliaralo
(quello che vendeva l'olio suonando la trombetta ) di Campotosto che portava l'olio all'Amatrice.
Sopportò la fame ancora per qualche giorno, ed ecco, che arrivò il carretto carico d'olio.
Svelta la volpe , si sdraiò per terra proprio davanti alla vicenna Pedasca facendo finta di essere morta.
L'ogliaralo appena lo vide, disse tra se: "ma che bella pelle, ci farò una pelliccia a mia moglie".
La mise sopra il carretto tra le otri di olio.
Arrivati alla macchia alla Picca, la volpe svelta si bevve
tutto l'olio, e scappo via.
Dopo un pò di giorni incontrò il lupo suo amico che le disse: " oh come stai bene, come ti sei ingrassata,
che pelo liscio che hai, ma che ti sei mangiata?" Gli rispose la volpe "sapessi..... e gli raccontò il fatto,
" fallo pure tu, vedrai che scorpacciata.
"
Il lupo tontolone disse di si, e aspettò il giorno che l'ogliaralo ripassasse, appena lo vide si sdraiò
per terra e rimase immobile, come gli aveva consigliato la volpe.
L'ogliaralo però non si fece ingannare, e con un grosso bastone dette tante tortorate al povero lupo,
che meravigliato e intontito dalle botte scappò a zampe levate giù per la via alla Cona, maledicendo
la volpe e promettendole che se l'avesse incontrata l'avrebbe sbranata con tutta la pelliccia.
Livia SigismondiQuesta pagina è stata letta 657 volte.