UNA STORIA VERA.
ALL'ALTRA SPONDA.
Ai tuoi vent'anni felice eri,
alla vita sorridevi.
I raggi del sole
a te boccioli di rosa
diedero il colore.
La tua purezza
ti paragonava a un fiore,
del giglio mostravi il tuo candore.
Hai dato la vita
per un amore infinito.
Asciugar volevi alla mamma
le lacrime nel pianto,
accarezzar quelle pupille spente
nel volto addormentato
del tuo adorato padre.
Affrontasti il viaggio
pur sapendo i disagi.
C'era la guerra, i bombardamenti
erano frequenti.
Ma tu presto volevi arrivare,
sotto i bombardamenti
te ne andavi.
Pur di partire in fretta,
prendesti quel treno maledetto.
Ciò che avvenne è nella storia,
di munizioni erano i vagoni,
fu bombardato, in alto saltò
via, anche tu volasti via.
Mani pietose ti ricomposero
di bianco ti vestirono
come una sposa.
All'altra sponda
il babbo ti aspettava
come si conviene fare
per donare il suo bel fiore
in sposa,la sposa che piacque tanto
al nostro Signore.
(autrice Sconosciuta).
A chi è dedicata questa poesia?.
La storia è bellissima ma tragica.
Il 9 Settembre 1943 un uomo di 55 anni percorre in bicicletta un viottolo
di campagna che lo porta al posto di lavoro.
All'improvviso un infarto o molto probabilmente un avvallamento lo fa cadere.
Senza soccorsi, o tardivi muore, data anche la lontananza dal centro abitato.
l corpo verrà ritrovato solo a sera inoltrata.
Aveva cinque figli,tre femmine e due maschi di cui le due donne lavoravano a Roma.
Concetta e Pina si misero in viaggio per il loro paese natale, purtroppo allora come
oggi le comunicazioni erano alquanto farraginose per non dire pietose, la stessa
di sessant'anni dopo.
Per farla breve a Narni il treno su cui viaggiavano fu bombardato e le due ragazze,
pina di 20 e Tina di 23 furono ferite gravemente e la prima morì.
Solo negli anni sessanta (?) il corpo ebbe pace nel cimitero natio.
Perché di questo articolo, molto triste, i personaggi di questa storia hanno il
cognome di Leoncini e sono il mio nonno paterno e le due Zie.
Fra l'altro la seconda Tina ebbe una vita travagliata dai malanni fisici,
e morì molto probabilmente per mala sanità, e comunque la sua tomba al Verano,
Roma, non esiste più.
Leoncini DomenicoQuesta pagina è stata letta 477 volte.