L'olio nell'amatriciana va usato con parsimonia, la dose consigliata si riduce ad
un cucchiaio da cucina, viene utilizzato per far rosolare il guanciale amatriciano.
Ciò nonostante, la piccola quantità di olio adoperata non va trascurata la qualità.
Nella ricetta dell'amatriciana che eseguivano i pastori, veniva usato prevalentemente olio
extravergine di oliva della vicina Sabina, terra di passaggio e di pascolo per le greggi
di pecore che d'inverno venivano portati più a valle verso Roma.
L'olivo è stato coltivato in Sabina da millenni, tracce dell'uso dell'oliva risalgono al
VI°-VII° secolo ac.
Il clima temperato e l'esposizione a sud della zona creano le condizioni
ideali per la coltivazione dell'olivo, mentre la natura collinare del territorio rende
impraticabili i metodi moderni di agricoltura intensiva.
Così gli oliveti rimangono ancora proprietà di famiglie locali, quasi tutti in piccoli appezzamenti,
e la raccolta delle olive viene fatta a mano.
Essendo una pianta di natura rustica, l'olivo si presta bene alla coltivazione biologica.