Il centro medioevale di Amatrice è ubicato in una conca verdeggiante alle pendici occidentali dei Monti della Laga, lungo l’antica Via Salaria.
Dopo l’invasione longobarda fu annesso al ducato di Spoleto fino alla conquista franca.
Fu incluso nella Diocesi ascolana nella marca di Fermo. Con la conquista normanna la Contea reatina, di cui faceva parte, fu annessa al Regno di Sicilia.
La città oltre alla splendida torre quadrata del XIII secolo, alla Chiesa romanica di S. Francesco e alla Chiesa trecentesca di S. Agostino è famosa per aver dato i natali ad uno dei più grandi artisti dell’Italia centrale: Cola dell’Amatrice (1480-1547).
Pittore e architetto del Rinascimento formatosi a Roma, nella scuola di Bramante e Raffaello, molto affermato nell’ambiente culturale e artistico dell’epoca; tra i suoi lavori più importanti il Polittico della Chiesa di S. Bartolomeo alle Piagge, la Pala di Campli, quella di Falignano e il dipinto della Pala di S. Vittore.
La piena maturità venne raggiunta dall’artista con la rappresentazione della Sacra Famiglia, conservata ad Amatrice, e con l’Assunzione e i quattro Santi della Pinacoteca Vaticana.
Di Cola architetto si ricordano la facciata del Duomo di Ascoli e l’impianto della Chiesa di S. Bernardino.
Vasari scrisse di lui: "maestro raro e del miglior che fusse mai stato in questi paesi".